Mitigazioni ambientali

L’attenzione all’ambiente nella costruzione dell’opera autostradale

Al fine di soddisfare i migliori criteri di sostenibilità nella costruzione di opere autostradali, la Società adotta misure finalizzate a ridurre gli impatti ambientali attraverso:
- lo sviluppo del tracciato stradale preferibilmente in trincea o in galleria artificiale/naturale;
- l’installazione di barriere antirumore per contenere l’inquinamento acustico generato dal traffico veicolare;
- l’adozione di pavimentazioni con proprietà drenanti/fonoassorbenti per incrementare i livelli di sicurezza della circolazione e per ridurre alla fonte le emissioni acustiche;
- la particolare cura della qualità architettonica dei vari elementi che compongono l’opera e lo studio della sistemazione paesaggistica con l’impiego di adeguate essenze vegetali per favorire l’inserimento dell’infrastruttura nell’ambiente;
- l’installazione di sistemi di illuminazione che rispettino le norme sull’inquinamento luminoso;
- l’impiego di lavorazioni che prevedono la stabilizzazione in sito dei terreni in sostituzione della bonifica superficiale, evitando l’asporto del terreno ed il prelievo di materiali da cava;
- il costante monitoraggio ambientale del sito.



Barriere acustiche

La realizzazione della nuova arteria stradale, prevede opere di mitigazione acustica che consentono di contenere i livelli di rumore entro i limiti di legge.
Le analisi e gli studi fatti, recepenti la normativa in materia, hanno portato all’individuazione dei tratti dove è necessaria l’installazione di barriere acustiche e le relative dimensioni.
Lo sviluppo complessivo delle barriere acustiche, dimensionato sulla base delle ipotesi di traffico al 2030, ammonta a complessivi 16.365 m con una superficie di schermatura di circa 57.507 mq. L’altezza media delle barriere è di circa 3,50m, con un’altezza minima di 2,50 m e massima di 5,50 m.

Trattamento acque di prima pioggia

Nell’ambito del progetto esecutivo è stata data grande rilevanza alla necessità di controllare e trattare il carico inquinante legato al dilavamento delle deposizioni secche, prima della restituzione delle acque di pioggia all’ambiente naturale.
E’ stata adottata, nel dimensionamento sia delle condotte di raccolta, sia delle vasche di accumulo, la definizione: “sono considerate acque di prima pioggia quelle corrispondenti, per ogni evento meteorico, ad una precipitazione di 5 mm uniformemente distribuita sull’intera superficie scolante servita dalla rete di drenaggio. Ai fini del calcolo delle portate di stabilisce che tale valore si verifichi in 15 minuti”.

Le acque di prima pioggia tramite caditoie, pozzetti, condotte e vasche di raccolta sono recapitate all’impianto di trattamento, composto da un primo stadio meccanico di separazione e da una successiva fase di fitodepurazione articolata in:
- bacino a lemna, costituito da uno specchio d’acqua di forma allungata, di medio-alta profondità (~ 1,80 m), in cui si completa la separazione dei solidi derivanti dal dilavamento delle superfici;
- bacino a flusso sub-superficiale “a canneto”, in cui si attua la degradazione delle sostanze inquinanti disciolte nelle acque di dilavamento da parte dell’apparato radicale delle piante.

Complessivamente sono stati individuati 11 impianti di trattamento e fitodepurazione.

Sistemazioni a verde

Le sistemazioni a verde della A31 Valdastico Sud prevedono un’ampia casistica di interventi, sia all'interno che all'esterno della recinzione autostradale.
Esse coinvolgono ambiti lineari lungo il tracciato e lungo la viabilità secondaria ed aree intercluse all'interno degli svincoli, dei reliquati e delle rotatorie di nuova realizzazione.
L'arredo vegetale assume significati diversi nell'ambito dei molteplici tipi di sistemazione. All'interno della recinzione la vegetazione svolge principalmente un ruolo funzionale e paesaggistico, mentre nelle sistemazioni al di fuori della recinzione, in particolare nelle fasce vegetali lineari che fiancheggiano lunghi tratti del tracciato, esso ha anche un significativo ruolo ambientale, che somma alla funzione di mascheramento ed inserimento paesaggistico dell'opera anche una funzione di ricostruzione di habitat per la flora e la fauna autoctona.
Il progetto prevede sia parchi fluviali e di pianura, previsti tra le opere di mitigazione (parco fluviale del Bacchiglione, parco Fluviale dell'Adige, Parco di Pianura di Agugliaro), che sistemazioni lineari e puntuali adiacenti all'autostrada e alla viabilità di svincolo.
La scelta delle specie ha privilegiato le componenti della vegetazione autoctona delle pianura veneta per la costituzione di un arredo vegetale, che senza trascurare la valenza estetica delle singole sistemazioni possa non solo inserirsi armoniosamente ma anche arricchire e diversificare il paesaggio agrario nel quale l'opera è inserita.
Un secondo aspetto, peraltro strettamente legato al primo, è stata la volontà di costituire degli arredi verdi, che, una volta superata la fase di allevamento, potessero raggiungere un buon livello di autonomia, limitando le necessità di manutenzione. Sono stati dunque previsti criteri d'impianto volti a produrre formazioni vegetali "naturaliformi" nelle quali si possano nel tempo innescare processi evolutivi spontanei, che soprattutto per alcuni tipi di sistemazioni (fasce vegetali, boschetti nei reliquati) ne valorizzino le potenzialità di sistemi "naturali".
Il progetto ha cercato di creare un arredo sufficientemente diversificato, che, nell'ambito di un "paesaggio" stradale inevitabilmente uniforme, potesse contribuire a dare un maggior senso di orientamento agli utenti dell'autostrada e una più marcata "appartenenza" ai luoghi, alle sistemazioni a verde.
Per questo motivo pur coerentemente con una scelta delle specie impostata sul rispetto della flora autoctona, sono stati applicate varianti nella composizione floristica e nei moduli d'impianto secondo tre ambiti: il planiziale (pianura), il ripariale (lungo corsi d’acqua) e il collinare.
A titolo di esempio, come specie arboree sono state individuati l’acero campestre, l’ontano nero, l’albero di giuda, il biancospino, il frassino, il gelso, il pioppo, il rovere, il salice, mentre per le specie a comportamento arbustivo la ginestra, il corniolo, il nocciolo, la forsizia, l’alloro, l’agrifoglio, il piracanta, la rosa canina.